I mormoni affermano che la fede in Gesu’Cristo è un requisito fondamentale per ottenere la salvezza. Il Profeta Joseph Smith ha insegnato, “I principi fondamentali della nostra religione sono la testimonianza degli Apostoli ed i Profeti, riguardo a Gesu’Cristo che è morto e risorto il terzo giorno, ed asceso in cielo; tutte le altre cose che riguardano la nostra religione sono soltanto delle appendici a questo.” (Insegnamenti del Profeta Joseph Smith, 121).
In Letture sulla fede Joseph Smith insegna che la fede è un principio di azione e di potere, in entrambi i regni spirituale e temporale. In definitiva, la fede è “il primo grande principio di governo che ha il potere, il dominio, e l’autorità sopra tutte le cose” (Tiene una conferenza 1).
La fede è un altro passo cruciale per la nostra salvezza eterna!
Il Salvatore inoltre disse: «E tutto ciò che domanderete al Padre nel mio nome, e che è giusto, credendo che riceverete, ecco, vi sarà dato».
Trent’anni fa una storia vera ebbe luogo in una delle parti più remote della Nuova Zelanda. Le Isole Chatham, spazzate dal vento, si trovano nella parte meridionale dell’Oceano Pacifico, a circa 800 chilometri a est di Christchurch. Là vivevano 650 persone rudi e piene di risorse, isolate nel duro e solitario ambiente di quei giorni; un nuovo ed inesperto dottore era responsabile delle loro cure mediche.
Un ragazzino di otto anni chiamato «Shane», nella parte opposta dell’isola, a circa 65 chilometri, era gravemente ferito alla testa. Egli fu portato velocemente alla piccola capanna-ospedale di soli quattro letti sui sedili di una macchina arrugginita attraverso le spiagge e le paludi. Il bambino era privo di sensi.
Il giovane dottore, con la sua scarsa esperienza e i più semplici strumenti chirurgici, era impreparato per una tale emergenza. Shane era in condizioni critiche. Vi era un’evidente emorragia all’interno del cranio fratturato—e l’ematoma avrebbe potuto comprimere fatalmente il suo cervello. Il dottore non aveva mai assistito a un’operazione al cervello, ma sapeva di dover praticare subito il delicato intervento—oppure avrebbe visto morire un ragazzino.
Bisognava chiamare dei donatori, il gruppo sanguigno doveva essere compatibile, bisognava preparare l’anestetico. La vecchia macchina per le radiografie si era rotta così non era possibile fare alcuna lastra.
Vi fu la prima di numerose telefonate a Wellington dove un neurochirurgo provava a immaginare la scena e a guidare il giovane e nervoso dottore nel compiere un intervento molto delicato.
La madre di Shane pregò. Il dottore pregò, le infermiere pregarono e la moglie del dottore pregò.
In quella scena caotica i diversi compiti furono delegati. Il poliziotto somministrò l’anestetico, un’infermiera fu l’aiuto chirurgo e il lavoro iniziò sotto la luce di una lampada da scrivania mentre calavano le tenebre.
La prima incisione chirurgica, svolta nervosamente, non rivelò alcuna emorragia così fu necessario fare ulteriori tagli nel piccolo cranio di Shane per trovare la fonte dell’emorragia. Furono fatte altre telefonate al neurochirurgo per ricevere guida e rassicurazione, ed i suoi consigli vennero seguiti con esattezza. Dopo sei ore di ansia e pressione, l’intervento venne completato, l’emorragia nella cavità cerebrale cessò e un risultato positivo fu raggiunto. La serenità rimpiazzò la confusione. Era quasi mezzanotte.
Il dottore era un giovane padre. Egli ripensò alla sua famiglia e alle benedizioni di cui essi godevano. Egli era grato per le tenere misericordie del Signore nella sua vita e specialmente per la presenza del Consolatore durante le precedenti 12 ore. Egli era grato per la presenza di un esperto invisibile che impartì gratuitamente la Sua più grande conoscenza in quel momento di necessità .
Nel momento più critico di questa disperata situazione, il Signore fornì la guida e le capacità necessarie ad un giovane ed inesperto dottore per compiere un miracolo e preservare la vita di un ragazzino tanto prezioso al cospetto del Signore.
Neil Hutchison era il giovane dottore che pregò per avere l’aiuto e la fede di confidare nel Signore e nel neurochirurgo, mettendolo così in grado di operare un miracolo in condizioni tanto difficili. Egli serve ora quale vescovo del Rione di East Coast Bays ad Auckland, in Nuova Zelanda.
Il vescovo Hutchison disse: «Ebbi il privilegio di rincontrare Shane e suo padre un paio d’anni fa a Christchurch per la prima volta sin da quel giorno nel 1976. Egli è un elettricista e possiede un suo negozio e non ha riscontrato alcun difetto derivante dalla lunga operazione. Egli è una persona formidabile e non posso non pensare a quanto sia sottile il velo fra questa vita e la prossima».
«E Cristo ha detto: Se avrete fede in me, avrete il potere di fare qualsiasi cosa mi sia opportuna».
L’anziano Richard G. Scott ha insegnato: «Raccoglierete i frutti della fede man mano che seguirete i principi che Dio ha stabilito per il suo utilizzo». [Uno] di questi principi [è]: «credere in Dio e nella Sua volontà ad aiutarci nel bisogno, a prescindere dalla difficoltà della situazione».
L’anziano Robert D. Hales ha testimoniato che: «Joseph Smith… alla giovane età di quattordici anni… esercitò una fede incrollabile seguendo le direttive del profeta Giacomo di ‹chiedere a Dio›. Per via della sua chiamata profetica, Dio Padre e Suo Figlio, Gesù Cristo, gli apparvero e gli diedero istruzioni».



